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Data aggiornamento: 2011/11/21
Domanda concisa
La notte di Qadr è più di una? Anche il giorno che segue ne fa parte?
Domanda
La notte di Qadr è più di una? Anche il giorno che segue ne fa parte?
Risposta concisa

La notte di Qadr è una notte benedetta e molto importante che, secondo i versetti coranici, è sicuramente una delle notti di Ramadan.

La domanda posta può essere interpretata in vari modi:

1.     Per pluralità delle notti di Qadr, s’intende che ogni anno, come dice la gente, le notti che precedono i giorni 19, 21 e 23 di Ramadan sono le notti di Qadr.

2.     S’intende che la notte di Qadr esisteva anche al tempo del Messaggero di Dio (S) e anche dopo la sua morte, si è ripetuta.

3.     S’intende che in considerazione del fatto che la luna sorge in tempi diversi in ogni paese islamico, Ramadan inizia in giorni differenti, quindi ogni zona ha una notte di Qadr diversa.

Come risposta alla prima ipotesi occorre precisare che quanto la gente dice non è preciso, infatti la notte di Qadr in cui è disceso il Corano e vengono predeterminati gli avvenimenti, è solo una. Iddio dice:

"إِنَّا أَنْزَلْناهُ فی‏ لَیْلَةِ الْقَدْر".

“Invero lo abbiamo fatto scendere nella Notte di Qadr”, e non nelle notti di Qadr.

Riguardo alla seconda ipotesi, bisogna ricordare che in base ai versetti coranici e gli hadìth, la notte di Qadr non c’era solo al tempo del nobile Profeta (S) e della rivelazione del Corano, ma è una notte che si ripresenta ogni anno, come 'Id al-Adha (la Festa del Sacrificio) che si ripete ogni anno, infatti Iddio dice:

             i.        “in essa discendono gli angeli e lo Spirito …”,

"تَنَزَّلُ الْمَلائِکَةُ وَ الرُّوحُ فیها ..."

            ii.        “durante la quale [notte di Qadr] è stabilito ogni saggio decreto”,

"فیها یُفْرَقُ کُلُّ أَمْرٍ حَکیمٍ"

in entrambi i versetti è utilizzato il verbo al presente, che in arabo denota il significato di continuità.

Anche negli hadìth è riportato che la notte di Qadr si verifica ogni anno e in essa discende il decreto per tutto l’anno.

Per quanto concerne la terza ipotesi, il fatto che la luna sorge in tempi diversi in ogni zona, non fa presupporre la pluralità delle notti di Qadr. Se i musulmani non sono negligenti nello stabilire secondo le norme prestabilite il primo giorno di Ramadan, e altresì si comportano secondo il loro dovere shariatico rimanendo svegli le tre notti delle quali si presume una sia quella di Qadr, sicuramente non saranno privati della grazia divina, anche se quella notte non fosse veramente la notte di Qadr. È ovvio tuttavia che certe caratteristiche della notte di Qadr, come la discesa degli angeli presso il rappresentante di Dio (l’Imam), avvengono solo nella vera notte di Qadr.

Negli hadìth è riportato che il giorno che segue la notte di Qadr ha lo stesso valore della notte, sebbene certi avvenimenti - come la disposizione e il piano delle questioni e la discesa degli angeli - avvengano la notte. Iddio dice: “In essa discendono gli angeli e lo Spirito, con il permesso del loro Signore, per [fissare] ogni decreto”.

Risposta dettagliata

Prima di rispondere alla domanda è necessario analizzarla e chiarire cosa s’intende per pluralità della notte di Qadr; s’intende forse che tutte e tre le notti del 19, 21 e 23[1] di Ramadan sono notti di Qadr poiché in ogni notte sono previste delle particolari azioni da compiere o una sola di esse è la notte di Qadr?

Oppure si vuole sapere se la notte di Qadr c’è stata soltanto una volta durante la vita del nobile Messaggero dell’Islam (S), oppure si è ripetuta più volte? E se si è ripetuta, si è ripetuta solo gli anni quando era ancora in vita il Profeta (S) oppure anche dopo la sua morte?

Oppure s’intende che giacché la luna, in ogni paese musulmano del mondo, sorge in momenti diversi e i mesi lunari sono pertanto stabiliti in modo diverso, per esempio in un paese Ramadan incomincia martedì e invece in un altro il giorno dopo, così anche le notti di Qadr saranno diverse, la ventitreesima notte di Ramadan del secondo paese sarà un giorno dopo di quella del primo. Perciò la notte di Qadr non può essere una sola all’anno, logicamente ogni zona avrà la sua notte di Qadr che così sarà più di una.

La risposta alla prima ipotesi è che, secondo i versetti del sacro Corano, la notte di Qadr è sicuramente una delle notti di Ramadan[2] ed è solo una notte, infatti Iddio dice:

"إِنَّا أَنْزَلْناهُ فی‏ لَیْلَةِ الْقَدْر"

“Invero lo abbiamo fatto scendere nella notte di Qadr”[3] e non nelle notti di Qadr, tuttavia, per determinate ragioni[4], non ci è stato rivelato quale sia; ci hanno pertanto detto che è la notte del diciannovesimo ecc. giorno di Ramadan e ci hanno raccomandato di rimanere svegli, recitare le suppliche, e così via, tutte e tre le notti per poter essere sicuri di godere del merito di questa notte[5]. Se negli hadìth sono riportate tre notti[6], è per facilitare i servi di Dio.

La risposta alla seconda ipotesi è che secondo il Corano e l’Ahl al-Bayt (A), la notte di Qadr esisteva al tempo del nobile Messaggero (S) e c’è tuttora.

Dal versetto:

"تَنَزَّلُ الْمَلائِکَةُ وَ الرُّوحُ فیها بِإِذْنِ رَبِّهِمْ مِنْ کُلِّ أَمْر"

“In essa discendono gli angeli e lo Spirito, con il permesso del loro Signore, per [fissare] ogni decreto”[7], nel quale in arabo il verbo è utilizzato al presente, si può dedurre che la discesa degli angeli e dello Spirito continua ad avvenire[8].

Anche nel quarto e quinto versetto della sura ad-Dukhan (44):

"فیها یُفْرَقُ کُلُّ أَمْرٍ حَکیم -‏ أَمْراً مِنْ عِنْدِنا إِنَّا کُنَّا مُرْسِلینَ"

“... durante la quale è stabilito ogni saggio decreto, decreto che emana da Noi. Siamo Noi ad inviare [i messaggeri]”[9] è utilizzato ancora il verbo al presente, che in arabo veicola l’idea di un’azione che continua. Anche gli hadìth dell’Ahl al-Bayt (A) confermano questa interpretazione.

L’imam Jawad (A) disse: “L’imam Alì disse a Hasan ibn 'Abbas: «La notte di Qadr c’è ogni anno e in questa notte, viene rivelato il decreto per un anno»”[10].

Il nobile Profeta (S) rispose alla domanda di Abuzar riguardo alla notte di Qadr: “Questa notte ci sarà fino al Giorno della Resurrezione”[11].

Anche gli esegeti sunniti sostengono che la notte di Qadr si verifichi tuttora[12].

Per quanto riguarda invece la terza ipotesi, prima di rispondere è necessario fare una premessa: nella tradizione islamica la notte di Qadr, possedendo caratteristiche peculiari, è rilevante e molti hadìth insistono sulla sua importanza e il fatto di rimanere svegli per compiere gli atti rituali. In particolare Sayyid ibn Tawus, nel suo libro Iqbal, riporta che il Profeta (S) narrò che Mosè (A) disse: “O Dio, io voglio avvicinarmi a Te”. Iddio gli rispose: “La vicinanza a Me appartiene a chi rimane sveglio nella notte di Qadr”. Disse: “O Dio, voglio la Tua misericordia”. Iddio rispose: “La Mia misericordia è per chi ha misericordia dei bisognosi la notte di Qadr”. Disse: “O Dio, voglio la salvezza, la salvezza dal fuoco”. Iddio rispose: “Essa è per chi chiede perdono la notte di Qadr”. Disse: “O Dio voglio il Tuo compiacimento”. Iddio rispose: “Il Mio compiacimento è per chi recita due raka'h la notte di Qadr”[13].

Alcune delle caratteristiche peculiari della notte di Qadr sono la discesa del Corano, la discesa degli angeli e dello Spirito al cospetto del Wali di Dio (A), il fatto che gli atti rituali compiuti in quella notte hanno più valore di quelli compiuti in mille mesi[14] e il decreto degli avvenimenti e delle creature[15].

Sorge allora la domanda: considerando che la luna sorge in tempi diversi nelle varie città, tutti questi avvenimenti si ripetono per gli abitanti di tutte queste città?

Quello che può essere dedotto dal Corano e dal significato apparente degli hadìth è che la notte di Qadr è solo una e quelle caratteristiche che concernono il Wali di Dio e Imam Infallibile (A), cioè la discesa degli angeli al cospetto dell’Imam (A) e il decreto degli avvenimenti e dei sostentamenti, avvengono una notte sola.

Iddio dice:

"تَنَزَّلُ الْمَلائِکَةُ وَ الرُّوحُ فیها"

“In essa discendono gli angeli e lo Spirito”[16] e la discesa del Corano è avvenuta in questa notte:

"اِنَّا أَنْزَلْناهُ فی‏ لَیْلَةِ الْقَدْر"

“Invero lo abbiamo fatto scendere nella notte di Qadr”[17].

Oppure negli hadìth è riportato che il decreto di un anno discende in questa notte[18].

Nonostante ciò, per godere dei benefici e delle ricompense della notte di Qadr, una soluzione può essere quella di comportarsi secondo il proprio dovere shariatico[19], cioè se viene stabilito, secondo le norme concernenti, qual è il primo giorno di Ramadan, automaticamente diventerà chiaro quale sarà la notte di Qadr e ovviamente gli atti rituali compiuti in questa notte non rimarranno senza ricompensa; v’è speranza che la ricompensa sia la stessa di chi veramente rimane sveglio per compiere atti rituali nella vera notte di Qadr, anche se quella notte non fosse veramente quella di Qadr[20]. Si raccomanda di rimanere svegli per compiere atti rituali le ultime dieci notti di Ramadan: ciò è probabilmente dovuto al fatto che in questo modo esistono più possibilità di beneficiare della vera notte di Qadr.

Riguardo alla domanda se il giorno seguente la notte di Qadr ha lo stesso valore della notte, la risposta è che, sebbene certi avvenimenti come la discesa degli angeli presso il Wali di Dio (A) avvengano solo in quella notte, anche il giorno seguente ha lo stesso valore[21].

Il defunto Sheykh 'Abbas Qomi citando gli atti rituali da compiere la ventitreesima notte del sacro mese di Ramadan, specifica: “Pure i giorni che seguono queste notti devono essere rispettati e bisogna dedicarsi agli atti d’adorazione, la recitazione del Corano e di suppliche; infatti gli hadìth affidabili riportano che il giorno seguente la notte di Qadr ha lo stesso valore della notte”[22].



[1] Negli hadìth è riportato che la notte di Qadr è una delle notti del 19, 21 e 23 di Ramadan, in realtà s’intende la notte che precede il giorno 19 di Ramadan, la notte che precede il giorno 21 di Ramadan e così via, poiché secondo la tradizione islamica una giornata incomincia al tramonto del giorno precedente, quindi per esempio la diciannovesima notte di Ramadan incomincia al tramonto del diciottesimo giorno del mese.

[2] Si deduce ciò da questi due versetti:

“È nel mese di Ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano …”, sacro Corano 2:185.

"شهر رمضان الذی انزل فیه القرآن"

“Invero lo abbiamo fatto scendere nella notte di Qadr”, sacro Corano 97:1.

"انا انزلناه فی لیلة القدر".

[3] Sacro Corano 97:1.

"انا انزلناه فی لیلة القدر".

[4] Si dice che Iddio abbia celato alcune cose in altre: la notte di Qadr tra le notti, il tempo del Giorno della Resurrezione tra i tempi, il Suo Nome più grande tra i Suoi nomi, le ore in cui sono esaudite le suppliche fra le varie ore, il Suo compiacimento in tutte le azioni di obbedienza e i Suoi Devoti tra tutti i Suoi servi, affinché la gente tenga in grande considerazione tutte le notti, si astenga dal peccato in tutti i tempi, porti rispetto a tutti gli esseri umani e in tutte le azioni di obbedienza miri al compiacimento di Dio.

[5] È possibile che sia questo il motivo per cui il nobile Profeta (S) e gli infallibili Imam (A) rimanevano svegli le notti precedenti gli ultimi dieci giorni di Ramadan e in esse compivano le pratiche rituali. Qualcuno potrebbe però obiettare che il Profeta (S) e gli Imam (A) sapevano quale fosse la notte di Qadr ed essi rimanevano svegli in queste notti per altro motivo a noi celato o forse si comportavano così affinché gli altri imparassero questa condotta precauzionale dagli Infallibili (A).

[6] Muhammad Ya'qub Kulayni, al-Kafi, vol. 4, pag. 159, Dur al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1986.

[7] Sacro Corano 97:4

"تَنَزَّلُ الْمَلائِکَةُ وَ الرُّوحُ فیها بِإِذْنِ رَبِّهِمْ مِنْ کُلِّ أَمْر".

[8] Tafsir-e Nemuneh, vol. 27, pag. 185.

[9] Sacro Corano 44:4 e 5.

"فیها یُفْرَقُ کُلُّ أَمْرٍ حَکیم - أَمْراً مِنْ عِنْدِنا إِنَّا کُنَّا مُرْسِلینَ".

[10] Al-Kafi, vol. 1, pag. 532, hadìth 11.

[11] Mohammad Baqer Majlesi, Bihar al-Anwar, vol. 25, pag. 97, Muassisat al-Wafa', Beirut, 1404 AH.

[12] Fakhr Razi, Tafsir Kabir, vol. 32, pag. 29, Dar al-ihya', Beirut.

[13] Sayyid Ibn Tawus, Iqbalal-A'mal, pag. 186, Dar al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1988.

[14] Seyyed Mohammad Hosseyn Tabatabai, al-Mizan, vol. 20, pag. 332, Jame'e-ye Modarresin.

[15] Per saperne di più cfr.: Ibn 'Arabi, Ahkam al-Qur'an, vol. 4, pag. 1961, Dar al-Ma'rifah.

[16] Sacro Corano 97:4

"تَنَزَّلُ الْمَلائِکَةُ وَ الرُّوحُ فیها".

[17] Sacro Corano 97:1

"اِنَّا أَنْزَلْناهُ فی‏ لَیْلَةِ الْقَدْر".

[18] Tafsir Kanz al-Daqa'iq, vol. 14, pag. 359.

[19] Alla terza ipotesi è stato risposto anche in un altro modo; per esempio nel Tafsir-e Nemuneh vol. 27 pag. 193 è riportato: “La notte è l’ombra di una parte della Terra sull’altra parte, e sappiamo che quest’ombra si muove con il movimento della Terra, in ventiquattr’ore compie un giro completo, però è possibile che la notte di Qadr possa essere considerata il giro completo della notte intorno alla Terra, cioè le ventiquattro ore di buio che oscurano la Terra, il cui inizio è in una determinata zona e la fine in un’altra (prestate attenzione), in base a questa interpretazione non ha più senso parlare di pluralità delle notti di Qadr per i diversi tempi in cui sorge la luna”.

[20] Dagli hadìth che riguardano il non essere troppo severi per quanto concerne le azioni meritorie si può dedurre ciò.

Hisham ibn Salim narra che l’imam Sadiq (A) disse: “Se qualcuno sente che svolgendo un certo atto rituale in un determinato tempo avrà una ricompensa, quindi lo compie, poi si rende conto che non era vero e l’hadìth a cui faceva riferimento non era corretto, Iddio gli darà quella ricompensa anche se l’azione compiuta in tale tempo (o luogo) non avrebbe meritato quella ricompensa”. Seyyed Mohammad Kazim Mostafawi, Al-Qawa'id, Jame'e-ye Modarresin, pag. 96.

[21] “La notte di Qadr c’è ogni anno e il giorno ha lo stesso valore della notte”.

"لیلة القدر فی کل سنة و یومها مثل لیلتها"

Shaykh Tusi, Tahzin al-Ahkam, riportato da Tafsir-e Nasim-e Rahmat, pag. 473. Sicuramente ciò che lo Shaykh Tusi riporta non è una sua deduzione personale bensì l’ha tramandato da un Imam Infallibile (A).

[22] Shaykh Tusi, Al-Tahzib, vol. 4, pag. 331, hadìth 101, Dar al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1986.

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