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Data aggiornamento: 2011/05/22
Domanda concisa
Qual è la regola islamica in merito ai rapporti tra una ragazza e un ragazzo?
Domanda
Qual è la regola islamica in merito all’avere un rapporto normale (privo di contatti fisici)?
Risposta concisa

Dal punto di vista islamico la donna e l’uomo sono due esseri complementari e Iddio il Benevolo li ha creati l’uno per l’altro. Uno dei bisogni che la donna e l’uomo provano l’uno per l’altro, è quello sessuale. Tuttavia per soddisfare questa necessità, occorre rispettare le regole islamiche, affinché la purezza e la virtù di entrambi non si macchino.

Secondo la sacra sharia islamica, ogni tipo di relazione diretta o indiretta, tra una ragazza e un ragazzo, prima del matrimonio, se sussista l’intenzione di provare piacere (sessuale), oppure esista il pericolo di corruzione o peccato, non è permessa.

Al contrario non c’è problema ove trattasi di relazioni di lavoro, professionali, scientifiche, scolastiche e accademiche, a condizione che non siano causa di corruzione e le regole della sharia vengano rispettate.

Risposta dettagliata

Dal punto di vista islamico la donna e l’uomo sono due esseri complementari e Iddio il Benevolo li ha creati l’uno per l’altro. Il sacro Corano dice: “Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza[1]. Uno dei bisogni che la donna e l’uomo hanno uno dell’altro, è quello sessuale. Tuttavia per soddisfare questa necessità, occorre rispettare le regole islamiche, affinché la purezza e la virtù di entrambi non si macchino.

L’Islam, per soddisfare i bisogni della donna e dell’uomo, ha istituito il matrimonio, (permanente e a termine) e ogni tipo di relazione fisica, carezza o anche parola romantica dev’essere rinviata a dopo la formula del matrimonio.

Allo stesso modo una ragazza e un ragazzo che sono fidanzati e si devono sposare a breve, non possono provare piacere l’uno con l’altro, anche se si trattasse solo di parole romantiche o darsi la mano.

In ogni modo, secondo l’Islam, il soddisfacimento dei bisogni sessuali deve avvenire entro i limiti stabiliti dalla sacra sharia. Il matrimonio a termine è una soluzione, che prevede però delle condizioni, tra cui il permesso del padre e della madre (le altre condizioni si possono trovare nei compendi di regole religiose)[2].

La maggior parte dei marja' contemporanei affermano che il matrimonio (permanente e temporale) di una ragazza vergine, è condizionato dal permesso paterno o del nonno paterno, nel caso il padre sia defunto[3]. Se non è vergine, oppure suo padre e il nonno paterno non sono in vita, non c’è bisogno del permesso.

Nel caso una persona voglia frequentare in modo normale un individuo di sesso differente, è permesso o no?

Analizzando i responsi dei marja' ad alcuni quesiti, otterremo la risposta della domanda appena posta:

D1: C’è differenza se una donna e un uomo non mahram[4] conversano direttamente o da lontano?

Tutti i marja': No, non c’è differenza, e in entrambi i casi se si ha l’intenzione di provare piacere o sussista il pericolo di commettere peccato, è vietato[5].

D2: Qual è la regola per chattare con una persona di sesso differente, se si scambiano solo parole normali?

Tutti i marja': Se sussiste il pericolo di corruzione o commettere peccato, non è permesso[6].

D3: È permesso che un uomo saluti una donna non mahram o, viceversa, una donna saluti un uomo non mahram?

Tutti i marja': Se non c’è l’intenzione di provare piacere o il pericolo di cadere in peccato, non c’è problema[7].

D4: Qual è la regola per scherzare con un non mahram?

Tutti i marja': Se si vuole provare piacere (sessuale) o si tema di commettere peccato, non è permesso[8].

D5: C’è qualche problema se una ragazza e un ragazzo intrattengono rapporti amichevoli sul lavoro o durante le feste?

Tutti i marja': L’amicizia tra una ragazza e un ragazzo non è permessa, poiché c’è la possibilità di commettere peccato, mentre i rapporti di lavoro, se non sono causa di corruzione e vengono rispettati i criteri della sharia, sono permessi[9].

D6: Qual è la regola per la corrispondenza con un non mahram e il discutere di questioni sessuali via mail?

Tutti i marja': Non è permesso discutere di questioni che sono causa di corruzione o la facilitano[10].

Dall’insieme delle informazioni e dei quesiti analizzati, possiamo dedurre che ogni tipo di relazione tra una ragazza e un ragazzo prima del matrimonio, diretta o indiretta, se c’è l’intenzione di provare piacere (sessuale), oppure sussiste il pericolo di corruzione o peccato, non è permessa. Al contrario non c’è problema qualora si trattasse di relazioni di lavoro, professionali, scientifiche, scolastiche e accademiche, a condizione che non siano causa di corruzione e le regole della sharia vengano rispettate[11].



[1] Sacro Corano, 30:21.

[2] Tawdhih al-Masa'il Maraji', vol. 2, pp. 449-460; Tahrir al-Wasilah, vol. 2, pp. 701-707 e 734-736.

[3] Questo significa che il matrimonio di una ragazza vergine, senza il permesso del padre, è sia vietato, sia nullo.

[4] Mahram si riferisce a coloro che hanno un tipo di relazione famigliare o di latte, che impedisce loro di sposarsi l’uno con l’altra.

[5] Imam Khomeini, Istifta'at, vol. 3, quesito 52; Bahjat, Tawdhih al-Masa'il, questione 1936; Makarem Shirazi, Istifta'at, vol. 1, questione 819; Tabrizi, Istifta'at, 1622; Safi , Jami' al-Ahkam, vol. 2, pag. 1673; Nuri, Istifta'at, vol. 2, questione 656; Fazel Lankarani, Jami' al-Ahkam, vol. 1, 1718; Khamenei, Ajwabat al-Istifta'at, quesito 1145; Al-'Urwah al-Wuthqa, vol. 2, Il matrimonio, questione 3; Sistani.org, quesito 19 e 20; Ufficio dell’ayatollah Vahid Khorasani.

[6] Sistani.org; Tabrizi.org e gli uffici degli altri marja'.

[7] Al-'Urwah al-Wuthqa, vol. 2, Il matrimonio, questione 39 e 41.

[8] Ivi, questione 31 e 39; Fazel Lankarani, Jami' al-Ahkam, vol. 1, questione 1720; Khamenei, Istifta', questione 782.

[9] Khamenei, Istifta', questione 651 e 779 e gli uffici degli altri marja'.

[10] Khamenei, Istifta', vol. 3, Domande varie, domanda 127 e gli uffici degli altri marja’.

[11] Estratto dal libro Resale-ye daneshjui, vol. 16, pp. 191-195.

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