Ricerca Avanzata
Visite
14917
Data aggiornamento: 2010/08/14
Domanda concisa
Spiegate, in base alle varie esegesi, il significato del versetto 256 della seconda sura (al-Baqarah) del Corano: “Non c’è nessuna costrizione nella religione ...”.
Domanda
Spiegate, in base alle varie esegesi, il significato del versetto 256 della seconda sura (al-Baqarah) del Corano: “Non c’è nessuna costrizione nella religione ...”.
Risposta concisa

In base alle varie esegesi, in totale sono state esposte cinque opinioni sul significato di questo nobile versetto. L’opinione corretta è la seguente: “Il versetto esprime un messaggio generale, universale e umano, ovvero che la religione è una questione di credo e cuore, la costrizione e l’obbligo sono impossibili e il servo è libero di scegliere”. Quest’opinione è un chiaro motivo per confutare la tesi dei jabriyun: “L’essere umano è obbligato ad accettare l’Islam o la miscredenza, l’adorazione o i peccati e le altre azioni”. Allo stesso modo questo versetto, insieme a quello successivo, sono una chiara prova per confutare anche la tesi dei mufawwazah: “Dopo la creazione dell’essere umano tutte le questioni sono state assegnate alla sua volontà e libera scelta; e Dio si è messo da parte, aspettando il Giorno della Resurrezione”, poiché il versetto citato e quello seguente indicano la supremazia e la tradizione divina, cioè che nessuna cosa è estranea alla proprietà ed egemonia divina.

In altre parole, allo stesso modo che non vi è obbligo e costrizione nell’accettare la fede da parte degli esseri umani, questi non possono altresì sottrarsi alla proprietà ed egemonia divina. Infatti, in base alla tradizione divina, coloro che voltano le spalle alla miscredenza e al governo non divino, accettando la fede in Dio tramite la legge causa-conseguenza, si aggrappano a un solido appiglio che fornisce la base per la guida successiva e la salvezza dall’oscurità verso la luce. Al contrario coloro che, nonostante tutte quelle chiare e manifeste motivazioni, diventano miscredenti, secondo quella stessa tradizione divina, sono spinti dalla luce verso le tenebre. Quindi l’essere umano, nonostante la libertà di scelta, non ha nessun potere sull’esito della propria scelta ma deve seguire la tradizione divina. In conclusione ci si può affidare al risultato dei due versetti, che troviamo anche nelle parole degli Infallibili (A): “Né costrizione né autonomia assoluta, ma la via di mezzo (amr bayn al-amrayn)”.

Risposta dettagliata

Traduzione completa del versetto: “Non c’è nessuna costrizione (ikrah) nella religione, la retta via (rushd) è stata distinta da quella errata. Colui che rifiuta la miscredenza e presta fede ad Allah, certamente si è aggrappato a un saldo appiglio che non cede mai; e Allah è udente e sapiente”[1].

Prima di spiegare il significato del versetto, riportiamo alcuni punti preliminari:

1.     Il significato dei termini

Ikrah significa obbligare qualcuno a compiere un’azione. Rushd significa guida, salvezza, benessere e perfezione[2], il contrario di ghayy che significa dirigersi sulla strada errata[3]. L’allamah Tabatabai disse: “Rushd significa arrivare alla verità del discorso e di una questione, e nel mezzo di una via, al contrario di ghayy. Quindi rushd e ghayy sono rispettivamente più generali di guida e deviazione.[4]

2.     Le opinioni degli esegeti:

In generale, riguardo al significato di “non c’è nessuna costrizione nella religione”, sono state esposte cinque opinioni da parte degli esegeti, nell’ordine:

a.     Il significato è che se qualcuno abbraccia l’Islam dopo la guerra, non dica che ha accettato l’Islam perché costrettovi;[5]

b.    il versetto si riferisce alla Gente del Libro[6] che dopo aver accettato di pagare la tassa per poter vivere sotto il governo islamico, non deve essere costretta ad accettare l’Islam;[7]

c.     in principio il versetto si riferiva a tutti i miscredenti, ma in seguito ai versetti qital[8] e jihad[9], fu annullato;[10]

d.    il versetto si rivolge a un gruppo specifico di musulmani originari di Medina (ansar)[11], poiché il contesto della rivelazione di questo versetto si riferisce proprio agli ansar; ad esempio si racconta di un uomo appartenente a questo gruppo, che aveva uno schiavo e gli faceva pressione affinché accettasse l’Islam, e in seguito fu rivelato questo versetto;

e.     un gruppo di esegeti, invece, sono del parere che il versetto non fu rivelato riguardo a nessun individuo o gruppo particolare, ma è un messaggio universale e umano. Essi sostengono che la religione è una questione di credo e cuore, nella quale la costrizione e l’obbligo sono impossibili e il servo è libero di scegliere. Questa opinione è stata esposta in diversi modi, specialmente dagli esegeti contemporanei.[12]

A quanto pare tra questo gruppo di opinioni, l’ultima è la più corretta. Quindi con l’aiuto di questo versetto, concisamente, possiamo dire che la logica del Corano è che la religione non è una questione obbligatoria e senza libertà di scelta, poiché la verità è palese. La retta via è chiara e anche quella della deviazione, e l’essere umano è libero di accettare la fede o la miscredenza. Chiunque voglia può scegliere questa strada o l’altra. Inoltre è possibile ricavare un principio dal contesto di questo nobile versetto, basandosi su ciò che lo precede e ciò che gli succede; nonostante la radice e l’utilizzo di questo principio sia teologico, è utilizzato anche in altre scienze, come quelle politiche, economiche, ecc. Il principio in questione è lo stesso che troviamo tra le parole degli Infallibili (A): “Né costrizione né autonomia assoluta ma la via di mezzo (amr bayn al- amrayn)”[13].

Nel versetto precedente viene esposto in modo chiaro il concetto di monoteismo, e l’essere umano può raggiungere questa verità tramite un’indole sana e un po’ d’attenzione e riflessione; però dato che è sempre possibile che i deviati avanzino una comprensione scorretta del monoteismo, il versetto in questione e quello successivo, in verità, tramite l’esposizione di un principio generale, sbarrano la strada a costoro. In altre parole il versetto è un chiaro motivo per confutare la tesi dei jabriyun: “L’essere umano è obbligato ad accettare l’Islam o la miscredenza, l’adorazione o i peccati”, giacché non è così[14] e Dio non ha costretto o obbligato nessuno. Da un'altra parte i mufawwazah affermano: “Dopo la creazione dell’essere umano tutte le questioni sono state assegnate alla sua volontà e libera scelta, e Dio si è messo da parte, in attesa del Giorno della Resurrezione”. Allo stesso modo Abi Muslim e Qaffal, appartenenti ai mu'tazeliti, riguardo al significato del versetto, dichiarano: “Dio ha basato la questione della fede, non sull’obbligo e la costrizione, ma sulla possibilità e la libertà di scelta umana; poiché Dio ha spiegato in modo esaustivo le motivazioni del monoteismo affinché sia un motivo o una prova certa per chiunque adduca scuse. Quindi il miscredente non ha motivo per rimanere tale e in questo caso l’unica via obbligatoria è la fede. In conclusione il versetto (non c’è nessuna costrizione nella religione …) dice: ‘Non obbligate, né costringete loro nella fede, poiché il mondo è una prova e l’obbligo e la costrizione sono contrari al significato di prova’”.[15] Il versetto è anche un chiaro motivo per confutare costoro, poiché questo nobile versetto dopo aver denigrato il pensiero dei jabriyun, subito dopo dice: “…quindi chiunque rifiuta la miscredenza per prestare fede ad Allah, certamente si è aggrappato a un solido appiglio che non cede mai e Allah è udente e sapiente”. Inoltre in base al versetto successivo che indica la supremazia e la tradizione divina si può apprendere che niente è estraneo alla proprietà e all’egemonia divina. In altre parole, il fatto che l’essere umano non è obbligato e costretto ad accettare la fede, non lo esclude dalla proprietà e dall’egemonia divina. Secondo la tradizione divina coloro che voltano le spalle alla miscredenza e al diavolo e prestano fede ad Allah in base alla legge causa-conseguenza, afferrano un solido appiglio che fornisce la base per la guida successiva e la salvezza dalle tenebre verso la luce. Al contrario, coloro che nonostante tutte le chiare e manifeste motivazioni, scelgono ancora la miscredenza, secondo quella stessa tradizione divina, sono spinti dalla luce nelle tenebre. Quindi nonostante l’essere umano abbia la possibilità di scegliere e sia libero nella propria scelta, sul risultato di questa sua scelta, non esercita alcun potere e deve seguire la tradizione divina.

Conclusione

Secondo ciò che è stato detto, si può ricavare il seguente principio che ci è molto utile: Né costrizione (che ricaviamo dalla parte iniziale del versetto “non c’è nessuna costrizione nella religione”) né autonomia assoluta (che si può dedurre dalla continuazione del versetto “e colui che diventa miscredente …”).



[1] Sacro Corano, 2:256.

[2] Qurashi, seyyed Alì Akbar, Qamus-e Qor'an, vol. 3, pag. 100.

[3] Ivi, vol. 5, pag. 131.

[4] Allamah Tabatabai, Tafsir al-Mizan, vol. 2, pag. 342.

[5] AllamahTabarsi, Tafsir Majma' al-Bayan, vol. 2, pag. 126; Shaykh Abu al-Fath Razi, Tafsir Razi, vol. 2, pag. 330.

[6] Cristiani, ebrei e zoroastriani.

[7] 'Ameli Ebrahim, Tafsir-e 'Ameli, vol. 1, pag. 515 e 516; Allamah Tabarsi, Tafsir Majma' al-Bayan, vol. 2, pag. 126; Kasshaf Zamakhshari, vol. 1, pag. 487.

[8] Sacro Corano, 9:5.

[9] Sacro Corano, 9:73.

[10] Allamah Tabarsi, Tafsir Majma' al-Bayan, vol. 2, pag. 126; Kasshaf Zamakhshari, vol. 1, pag. 487; 'Ameli Ebrahim, Tafsir-e 'Ameli, vol. 1, pag. 515 e 516.

[11] Allamah Tabarsi, Tafsir Majma' al-Bayan, vol. 2, pag. 126; Kasshaf Zamakhshari, vol. 1, pag. 487; Makarem Shirazi, Tafsir-e Nemune, vol. 2, pp. 279 e 280.

[12] Allamah Tabarsi, Tafsir Majma' al-Bayan, vol. 2, pag. 126; Kasshaf Zamakhshari, vol. 1, pag. 487; Makarem Shirazi, Tafsir-e Nemune, vol. 2, pp. 279 e 280.

[13] Al-Kafi, vol.1 , pag. 160, sezione al-jabr wa al-qadar.

[14] Tayyib seyyed Abdolhusseyn, ‘Atyab al-Bayan dar tafsir-e Qor'an, vol. 3, pag. 18.

[15] Fakhr Razi, Tafsir-e Kabir (ed. in 11 vol.), vol. 3, pag. 15.

Traduzione della domanda in altre lingue
Commenti
Numero di commenti 0
Inserisci il valore
esempio : Yourname@YourDomane.ext
Inserisci il valore
Inserisci il valore

Elenco degli argomenti

Domande a caso

  • È giusto limitare le donne?
    7166 Etica pratica 2011/07/18
    La prosperità della società dipende dal benessere degli individui, sia uomini che donne, e il loro benessere è ottenibile solo attraverso una corretta educazione. L’Islam, riguardo all’educazione dei figli (il primo stadio dell’educazione) e in altri livelli, offre consigli utili, che se messi in pratica correttamente, permetteranno alla ...
  • Perché alcuni eventi che ci accadono nella vita, pensiamo di averli già visti in precedenza?
    7680 Filosofia Islamica 2011/09/18
    Benché alcuni psicologi escludano che questo fenomeno e altri simili abbiano un legame con l’immaterialità dell’anima, la verità è che queste cose mostrano la consapevolezza extratemporale dell’essere umano in merito ad alcuni eventi che accadono in ambito spaziotemporale. In alcuni casi però non si può distinguere la realtà ...
  • Considerato che le donne hanno il mestruo, come è possibile l’espiazione di un digiuno perso consapevolmente, che consiste nel compiere sessanta giorni di digiuno di cui trentuno consecutivi?
    6634 Recuperare il digiuno e ammende 2012/04/24
    Durante i digiuni in cui la continuità è un requisito per la loro validità (come i digiuni per espiare un digiuno perso consapevolmente o i digiuni per un voto), se un motivo come una malattia o per le donne il mestruo e il nifas (le perdite ematiche ...
  • È possibile impiegare la metodologia occidentale per conoscere l’Islam?
    6237 Diritto e Precetti 2011/06/08
    L’Islam è la religione della conoscenza delle verità e non può restare indifferente verso il razionalismo, l’empirismo e qualsiasi altro metodo scientifico normale. Nonostante ciò, il non conoscere il ruolo di ognuno di questi metodi conoscitivi e scientifici, il tentativo di analizzare l’Islam usufruendo di punti di ...
  • Vi sono versetti del Corano o du'a per aver successo e aumentare il rendimento nello studio?
    22298 Etica pratica 2011/08/20
    Lo studio consiste nell’osservare una cosa con precisione e attenzione per capire e ottenere informazioni. Perciò ogni lettura priva di queste caratteristiche non è considerata “studiare”. È ovvio che lo studio, come ogni altra azione, richiede il rispetto di certe condizioni tramite cui ottenere un rendimento utile ...
  • Come si può controllare la propria lingua affinché non si compia peccato?
    6522 Etica pratica 2011/09/17
    La lingua è come le altre parti del corpo che se disobbedisce alle regole divine, diventerà un mezzo per peccare, allo stesso modo di come se esegue gli ordini della sacra Sharia, sarà uno strumento di obbedienza. Il controllo di questo mezzo nella prevenzione del peccato è pertanto ...
  • Perché è possibile esporre un progetto equilibrato riguardo alla globalità del pensiero islamico?
    6842 Teologia moderna 2010/07/17
    L’Islam è l’ultima e più completa delle religioni rivelate, perciò da parte sua esigiamo una presa di posizione e l’esposizione di istruzioni in qualsiasi campo della vita umana, sia personale che sociale. La teoria del pensiero sistematico nell’Islam è una teoria equilibrata concernente la globalità della religione islamica. ...
  • È vietato festeggiare il compleanno?
    26490 Diritto e Precetti 2012/06/09
    Le feste di compleanno non rispecchiano una tradizione islamica e negli insegnamenti islamici non esistono consigli in tal senso. Noi non intendiamo condannare questa nuova tradizione, pur non approvando le tradizioni importate pedissequamente da altri, poiché siamo convinti che le tradizioni debbano essere profondamente radicate nella coscienza ...
  • Considerando che il kathir al-shakk deve ignorare il proprio dubbio, quest’ultimo può essere di qualsiasi tipo?
    7283 Diritto e Precetti 2012/05/15
    Secondo la regola "la shakk li-kathir al-shakk" (niente dubbio per chi dubita troppo), il kathir al-shakk (chi dubita molto) non deve prestare attenzione ai propri dubbi. Secondo l'opinione della maggior parte dei giurisperiti islamici, questa regola non riguarda solo la preghiera ma comprende anche i suoi ...
  • Che differenza c’è tra la gnosi orientale e quella islamica?
    10820 Gnosi teorica 2011/06/20
    In Oriente esistono diverse tradizioni gnostiche, come quella induista, buddista, giainista, cinese e zen, che presentano aspetti simili.Le differenze tra la gnosi islamica e quella orientale possono essere analizzate sotto due aspetti: uno interiore e l’altro esterioreDa un punto di vista interiore, nelle gnosi orientali, poiché non credono ...

Le più visitate

  • Qual è la regola islamica in merito ai rapporti tra una ragazza e un ragazzo?
    69035 Diritto e Precetti 2011/05/22
    Dal punto di vista islamico la donna e l’uomo sono due esseri complementari e Iddio il Benevolo li ha creati l’uno per l’altro. Uno dei bisogni che la donna e l’uomo provano l’uno per l’altro, è quello sessuale. Tuttavia per soddisfare questa necessità, occorre rispettare le regole ...
  • Qual è la norma riguardante il radere la barba e la depilazione dei peli del corpo?
    43108 Etica 2011/12/21
    È considerato vietato radere la barba, con una lama o un rasoio elettrico, solamente nel caso che gli altri dicano che uno non possiede più la barba.Anche radere una parte della barba (come spiegato sopra) equivale al raderla tutta
  • Come si può abbandonare il vizio della masturbazione?
    42611 Etica pratica 2011/08/04
    Il peccato è come una palude putrida che, più l’essere umano vi sprofonda, meno ne sente l’odore, poiché si è indebolito il suo olfatto e non si rende conto che sta affondando.Nonostante ciò, la seria decisione dell’essere umano di tornare da qualsiasi punto ...
  • Chi è il Dajjal? Spiegate chi è e gli hadìth che lo riguardano.
    38221 Teologia antica 2011/02/08
    Uno dei segni della manifestazione del Mahdi (AJ) è l’apparizione di un essere deviato e deviante definito “Dajjal”. Terminologicamente questa parola viene attribuita a ogni bugiardo. È stato descritto in modo molto strano, e poiché la maggior parte di questi hadìth, che si trovano ...
  • Perché nell’Islam l’apostata viene giustiziato? Ciò non è contro la libertà di pensiero?
    32705 Diritto e Precetti 2010/08/16
    L’apostasia è la manifestazione dell’abbandono della religione e generalmente ha come conseguenza l’invito degli altri a lasciare la propria religione. La punizione dell’apostata non è applicata a colui che abbandona la propria religione ma non lo manifesta agli altri, perciò il motivo di questa punizione non è ...
  • Per favore spieghi la base del pensiero sciita e le sue caratteristiche.
    28486 Teologia antica 2011/04/20
    Il sacro Corano è la base del pensiero sciita e altresì la fonte di tutte le scienze sciite.Il sacro Corano considera prove sia il significato esplicito dei versetti, sia i detti, il comportamento e l’approvazione tacita del nobile Messaggero (S), e di conseguenza ...
  • È vietato festeggiare il compleanno?
    26490 Diritto e Precetti 2012/06/09
    Le feste di compleanno non rispecchiano una tradizione islamica e negli insegnamenti islamici non esistono consigli in tal senso. Noi non intendiamo condannare questa nuova tradizione, pur non approvando le tradizioni importate pedissequamente da altri, poiché siamo convinti che le tradizioni debbano essere profondamente radicate nella coscienza ...
  • Qual è la norma che regola la depilazione femminile delle sopracciglia? E di fronte al marito?
    26061 Diritto e Precetti 2013/12/19
    L'atto di depilare le sopracciglia per le donne, di per sé, non presenta problemi. Nell'Islam è considerato meritorio truccarsi per il marito e una donna che trascuri il trucco e l'abbellirsi per il marito, è biasimata. Pertanto i giurisperiti sciiti, nonostante incitino le donne a rispettare tale ...
  • Perché l’uomo non può indossare l’oro?
    24467 Filosofia del diritto e dei precetti 2011/05/08
    Questa domanda non ha una risposta concisa; selezionate la risposta dettagliata. ...
  • Vi sono versetti del Corano o du'a per aver successo e aumentare il rendimento nello studio?
    22298 Etica pratica 2011/08/20
    Lo studio consiste nell’osservare una cosa con precisione e attenzione per capire e ottenere informazioni. Perciò ogni lettura priva di queste caratteristiche non è considerata “studiare”. È ovvio che lo studio, come ogni altra azione, richiede il rispetto di certe condizioni tramite cui ottenere un rendimento utile ...